Ceraso e i suoi dintorni

Ceraso e i suoi dintorni

 

Ceraso (Cirasu in cilentano) è un piccolo comune che sorge a poca distanza dalla Costa cilentana. 

 

 

A metà strada tra il massiccio del Gelbison ed il mare (a 330 metri di quota) troverete Ceraso con le caratteristiche tipiche dei piccoli borghi dell’entroterra cilentano. Il borgo sorse intorno ad un importante via di collegamento, “La Via del Sale”, che collegava le vie Veline con la costa Ionica. La sua importanza crebbe quando durante l’età romana fu aggiunta un’altra via oggi chiamata “Costa delle Monache”, che collegava il paese con l’attuale Vallo della Lucania.

Tra le attrazioni turistiche, da vi consigliamo di visitare c’è la Chiesa di San Nicola risalente al 1400, nel centro del paese, e la tipica architettura rurale-gentilizia dell’abitato di Petrosa, ripresa anche, a Massascusa, dall’impianto della Chiesa di San Martino. La parte più vecchia del borgo è il rione “mpieri Ceraso”, dove le case sono costruite una addosso all’altra per una migliore resistenza in caso di eventi sismici. Da visitare anche il Palazzo Di Lorenzo ed il Palazzo Lancillotti – Ebner.

Le vere meraviglie di Ceraso, però, sono la natura e la gastronomia: boschi, castagneti, il Passo della Beta e il fiume Palistro, il Lago Fabbrica e la tipica macchia mediterranea assicurano momenti di assoluto relax, meglio ancora se abbinati alla degustazione dei principali prodotti tipici della zona, come il famoso olio extravergine di oliva del Cilento, il vino, il pane casereccio, il caciocavallo e la soppressata.

 

Nei dintorni 

A 3 km di distanza da Ceraso, potrete visitare Santa Barbara sua frazione, dove troverete edifici di notevole interesse storico-architettonico, con costruzioni antiche adornate da bei portali scolpiti, gli antichi e nobili Palazzi Ferolla  e Ferrara, la  Cappella settecentesca della Madonna del Monte. Degne di ammirazione sono anche  le antiche e nobili costruzioni ottocentesche di campagna delle contrade Isca, Vignali e Al Campo. Ai piedi del paese invece,  sul fiume Bruca c’è l’antico mulino con presa ad acqua le cui origini risalgono al X secolo.

 

 

Se desiderate dirigervi verso il mare vi consigliamo Marina di Ascea a una decina di chilometri da Ceraso, che vi saprà affascinare per le sue bellezze naturali e per il suo tesoro storico. Un litorale dorato che da alcuni anni si guadagna il riconoscimento della Bandiera Blu per le acque pulite e la qualità delle spiagge. Al centro del litorale si staglia un promontorio che di fatto lo divide in due, nella parte verso Casal Velino troverete sabbia soffice che affonda dolcemente nel mare creando un fondale basso molto adatto ai bambini, nella parte opposta in direzione Pisciotta invece vi attendono angoli pittoreschi nascosti fra le rocce, con fondali a scoglio e acqua limpidissima. Molto suggestivo è sicuramente navigare in barca luno la costa, fino alla Baia d’Argento o alla Baia della Rondinella.  Un altro gioiello di questa località sono sicuramente gli scavi di Elea o Velia dove accanto ai templi greci, si possono ammirare delle maestose fortificazioni medievali ed è possibile assistere nel teatro Parmenide a delle rappresentazioni estive di grande atmosfera.

 

 

 

ll parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ed è un’area naturale protetta di circa 180.000 ettari , dal 1998 è Patrimonio dell’umanità dell’ Unesco ed è stato il primo parco nazionale a diventare Geoparco. Vista l’estensione del parco abbiamo selezionato per voi un itinerario lungo l’antico sentiero dei pellegrini che parte da Novi Velia a 8 km da Ceraso e conduce fino al Monte Gelbison,  7 km con un dislivello di 1000 m, non semplicissimo ma molto interessante! Il monte Gelbison è un monte Sacro come testimonia il suo nome che in arabo significa “Montagna dell’Idolo”, perché questa montagna è sacra già prima che i Monaci Basiliani nel X sec. fondassero sulla vetta il Santuario della Madonna di Novi,  uno dei  santuari più visitati di tutta la Campania.  La sacralità di questo luogo  si percepisce  nelle parti alte del sentiero quando due grosse cataste di pietre con una croce sommitale, i cosiddetti “Monti di Pietà” ci ricordano la forte devozione delle antiche genti. La sacralità la si tocca anche alla “Sorgente di Fiumefreddo” dove un’acqua sempre limpida e fresca sgorga presso un’effigie della Vergine.

 

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