Alla scoperta delle Grotte di Finale Ligure

Alla scoperta delle Grotte di Finale Ligure

 

Sulle orme degli uomini preistorici

 

L’Arma delle Mànie

L’Arma delle Mànie è una delle più grandi grotte del territorio finalese. Situata sull’altopiano delle Mànie, a circa 250 m sul livello del mare, circondata dal verde della vegetazione mediterranea è facilmente raggiungibile tramite una carrozzabile che si dirama dalla strada principale. Gli scavi condotti al suo interno  hanno portato alla luce reperti che testimoniano la presenza umana nella grotta fin dalla preistoria, soprattutto riferibili all’Uomo di Neandertal (70mila anni fa circa). Tali reperti sono oggi collocati nel Museo Archeologico del Finale, a Finalborgo, e nel Museo Civico di Archeologia Ligure a Villa Durazzo-Pallavicini a Genova Pegli. La grotta è stata per secoli adibita a stalla e frantoio da parte dei contadini della zona e alcuni interessanti reperti della cultura materiale locale sono tuttora presenti al suo interno. Tutta l’area dell’Arma delle Manie è Sito Archeologico di Interesse Nazionale.

 

 

Grotta dei Ciliegi

Non molto distante dall’Arma delle Manie, la Grotta dei Ciliegi è raggiungibile tramite una breve diramazione del sentiero che porta alla Val Ponci. Il sito sorge sotto un ampio riparo nella roccia, lievemente rialzato su di una fascia con muretto a secco, ed è formato a sinistra da una piccola e suggestiva grotta con imboccatura tondeggiante ed a destra da un sito archeologico, protetto da inferriate. Negli anni 90 è stata effettuata una campagna di scavo che ha portato al ritrovamento di numerosi reperti datati al Neolitico. Il riparo ha ospitato un laboratorio per la produzione di manufatti in terracotta, come è emerso dall’analisi dei ritrovamenti e dalla stratigrafia del terreno contenuto in un grande avvallamento creato dall’acqua che si immetteva in un inghiottitoio, esempio della natura carsica del territorio.

 

 

Grotta Strapatente

Situata sotto la grande bianca falesia in “Pietra di Finale” chiamata Bastionata di Boragni, la Grotta Strapatente è una galleria naturale in pendenza risalente al periodo del Miocene, che permette di attraversare da parte a parte il monte. L’ingresso nord è raggiungibile tramite un sentiero che si dirama dal piccolo parcheggio soprastante l’abitato di Boragni, dopo aver attraversato una zona ricca di pareti per arrampicata ed essersi immersi nella densa vegetazione. Da qui si scende, con l’aiuto di una torcia, per un ripido passaggio verso l’ingresso sud, circondati da numerose stalattiti e stalagmiti ed anche colonne completamente formate. Molto suggestivo sentire e vedere gocciolare l’acqua calcarea. Sul costone roccioso sopra l’ingresso nord della grotta si trova il Dolmen della Strapatente, una struttura megalitica, forse un altare di pietra, che si ipotizza risalente all’Età del Bronzo. Il manufatto è costituito da una grande lastra orizzontale in pietra di Finale poggiante su cinque pietre più piccole. La superficie orizzontale presenta due bacinetti comunicanti, probabilmente coppelle per la raccolta di liquidi a scopo rituale. Non è da escludere che il dolmen potesse essere utilizzato anche come osservatorio astronomico visto il suo orientamento sull’asse meridiano. All’uscita sud si gode di un panorama sulla verde e selvaggia Val Nava da dove il sentiero prosegue verso la vicina Grotta dei Balconi.

 

 

Grotta dei Balconi

Più corta e pianeggiante rispetto alla vicina Grotta Strapatente, la Grotta dei Balconi è una caverna passante che domina la Val Nava. È raggiungibile tramite un sentiero dall’ingresso est che, come molte gotte nel finalese, è parzialmente ostruito da muretti a secco, testimonianza del probabile utilizzo della grotta per la pastorizia. Percorrendo la breve galleria naturale si arriva ad una vera e propria finestra panoramica sulla selvaggia Val Nava: l’assenza di qualsiasi fabbricato visibile rende la vista molto suggestiva, un vero e proprio salto nel tempo.

 

 

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